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Una cosa bellissima che comunica male non vale niente

Un sito animato, con le foto giuste, tutto quello che vuoi. Se parla a troppi pubblici insieme non fa capire cosa vendi, e il danno arriva quando ci metti sopra i soldi.

Mi capita spesso di vedere siti bellissimi. Animati, con le foto giuste, tutto quello che vuoi. Poi ci passi due minuti e non hai capito cosa vende quell'attività, né a chi.

Lo dico come lo dico a voce: un sito bellissimo che comunica male, e un altro che rimane bellissimo ma comunica bene, con un obiettivo preciso, sono due cose completamente diverse. Il primo è una cosa bella. Il secondo lavora.

Troppe cose insieme

L'esempio ce l'ho in casa. Il sito vecchio di Da Mamma Rosaria comunicava troppe cose insieme. E quando è così non va mai bene: parli a troppi pubblici diversi, e ogni cosa che dici vale di meno. L'offerta si sminuisce da sola, perché nessuno capisce se stai parlando proprio a lui.

Non era brutto. Era che non si era ancora deciso qual era il business principale. Quello nuovo parte da lì: eventi privati, con i servizi e gli ambienti, tutto suddiviso per bene. E ogni pagina finisce con la stessa cosa: prenota la data, su WhatsApp, col messaggio già scritto.

Il danno vero arriva dopo

Finché il sito sta lì e basta, comunicare male costa poco. Il danno arriva quando ci metti sopra i soldi: una sponsorizzata, una campagna, un'agenzia. Stai pagando per mandare gente su una cosa che non è chiara, che parla a troppi senza aver scelto a chi. Spendi, e i contatti che dovevano arrivare non arrivano.

Prima si decide cosa dire, e a chi. Poi si disegna.

Per questo, quando mi chiedono un sito, prima chiedo cosa vendi e a chi lo vendi. Non è un giro lungo: è la parte che decide se il sito servirà a qualcosa. Le animazioni, le foto e i colori vengono dopo, e vengono meglio.

Emanuele Boccia Scritto il 6 ottobre 2026